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venerdì, 27 maggio 2005

                                                   ANGOSCIA
 
                                                 1.
 
Quando frequentavo ancora le medie superiori ero sicuro: la mia vita non avrebbe mai incrociato quella di una ragazza per più di un mese, due sarebbero già stati un record pericoloso per la mia dissestata vita da scapolo; avevo 15 anni. Ho 20 anni: da 3 non si è più sciolto l’intreccio tra la mia vita e quella della mia ex-futura moglie: Mary. Può esistere l’amicizia tra uomo e donna senza degenerare in voglia sessuale da una o entrambe le parti? Forse… ma scoprimmo che in me ed in lei la risposta era NO. Oh, d’esserci c’è stata l’amicizia! Un anno è durata, ma era Amore soppresso e una sera pensammo entrambi che il trovarci avvinghiati a baciarci appassionatamente non era esattamente quello che suole definirsi “amicizia”. Da allora è stato tutto un susseguirsi di progetti che legavano indissolubilmente le nostre vite. Ma l’Amicizia era rimasta e questo distruggeva un altro corollario del profondo pensiero filosofico pre-Mary: mai può esistere un Amore che conviva realmente con l’Amicizia.
Sembra tutto un bel sogno? Tutto troppo perfetto per essere vero? In effetti il classico bastone tra le ruote esisteva: i genitori di Mary. “Non si può uscire il sabato sera”, “Non si può uscire più volte nell’arco di una settimana” erano gli unici “comandamenti fissi”. Gli altri variavano e si contraddicevano giorno dopo giorno, il tutto, chiaramente, a favore del dogma “Si fa come diciamo noi”. A volte non ci si vedeva per settimane (se non all’uscita ed all’entrata delle lezioni scolastiche), a volte, invece, si usciva più volte durante la stessa settimana e concedevano che Mary venisse a pranzo a casa mia. Io a casa loro non ho mai pranzato: “Non è ancora un fidanzamento ufficiale”, si scusavano. Però in estate io pranzavo ogni giorno a mare con loro, allo stabilimento balneare dove avevano affittato una cabina. Così scoprii un altro dogma: “La gente non deve avere motivo di pensare male”. Dopo i primi tentativi di ragionamento sui loro dogmi, a volte esternati anche a loro stessi, ho compreso ciò che dopo parecchi anni di catechismo cattolico non ero mai riuscito a capire: il significato esatto della parola “dogma”. Un dogma è intoccabile, non è soggetto a discussioni, seppure colme di raziocinio… insomma, lo si deve solo accettare così com’è.
Come si può notare, gli estremi per troncare la mia storia con Mary c’erano tutti, ma l’Amore ha tenuto in vita il rapporto. Anzi, paradossalmente, la situazione ha intensificato i nostri sentimenti, facendoci gioire maggiormente dei piccoli momenti che trascorrevamo insieme e che spolpavamo fino all’osso, facendoci aumentare a dismisura il desiderio dell’uno verso l’altra, soprattutto durante le nostre chilometriche telefonate.
Così il nostro Amore andò avanti tra una battaglia e l’altra, tutte atte, naturalmente, ad ottenere permessi sempre più importanti. Tra questi vi era quello di trascorrere insieme tra amici quella fatidica notte di Ferragosto; da allora ho imparato qualcos’altro: mai gioire troppo di qualcosa che mai avresti immaginato potesse accadere…
Io e Mary trascorremmo quel giorno come tutti gli altri giorni estivi: al mare con i suoi genitori. La temperatura altissima e il forte tasso d’umidità rendevano quel pomeriggio ancor più fastidioso del compito che mi attendeva: dovevo, durante o dopo pranzo, chiedere il permesso di andare con Mary ed i nostri amici a fare l’alba ai Faraglioni di Aci Trezza… e conoscevo già la risposta. Così quel pranzo fu vissuto con una tensione esasperante e gli sguardi preoccupati tra me e Mary si sprecavano. Il mio discorso saltò fuori durante la classica sigaretta di fine pranzo, quasi volessi nascondere la mia paura (sì, li temevo, ormai) e la mia ira (mi facevano incazzare, contestualmente!) dentro al fumo che, grazie all’assoluta mancanza di vento, ci sommergeva come fosse un’insolita nebbia d’agosto.
- Signora - dissi rivolto a sua madre - lei non pensa che ogni tanto io e Mary gradiremmo sentirci leggermente più simili agli altri ragazzi della nostra età?
La risposta di sua madre mi scioccò del tutto e mi sentii davvero spiazzato:
- E’ una premessa alla richiesta del permesso per andare stanotte ai Faraglioni coi vostri amici?
- M-ma l-lei come faceva a sap… - fu tutto ciò che riuscii a balbettare. Ma lei continuò:
- Domani, però, non tornate a casa mia in mattinata che la gente che può pensare?… Piuttosto venite direttamente a mare, qui intendo dire, che poi festeggiamo il Ferragosto insieme.
Tutt’ora non riesco ad esprimere la gioia di quel momento. Ricordo soltanto lo splendido sorriso che trovai dipinto sul volto di Mary… un sorriso che più volte ebbi modo di rimpiangere.
Dimenticavo: il mio nome è Karl.
 
                                                2.
 
Raggiungemmo il sospirato luogo di presunto divertimento con la mia nuova utilitaria: ben poca cosa, in effetti, ma per me era come un Porche e come tale la trattavo. E’ chiaro, dunque, quanto bene iniziò la serata a causa di un violento tamponamento cagionato da un miope da competizione il quale, persa una lente corneale, pensò bene di collaudare il suo air-bag sfruttando l’occasione propizia di trovarsi la mia macchina dinanzi. Un presagio, forse? Purtroppo, non avevo mai creduto a queste cose, SINO AD ALLORA.
Dopo il rituale scambio di nominativi col tamponatore, raggiungemmo il luogo dell’appuntamento. Mary, quella sera, indossò il suo costume nuovo: era più bella che mai. Io la vedevo più sfolgorante del falò che ci illuminava e riscaldava. Fisicamente è l’ideale di donna che ho sempre sognato: leggermente più alta della media, curve tante ed al posto giusto, capelli ed occhi castani ed un viso d’una bellezza dolce ed insieme selvaggia… insomma, gelosia a parte, una gran bella ragazza di cui andare fieri, costatata anche la vivace intelligenza che possiede. Un discorso con lei non deludeva mai: era un concentrato d’inconsueta saggezza e stuzzichevole ironia. Un’ora d’amore con lei deludeva ancora meno: fantasiosa, ricercata e, soprattutto, molto calda… avvolgente.
Ebbi modo di fare il pieno di queste sue doti anche quella sera, pieno che non pensai nemmeno minimamente a quanto mi sarebbe servito, dopo….
Così la mezzanotte arrivò camuffata di dolcezza e felicità; non avevo nessuna intenzione di fare il tipico bagno della notte di Ferragosto… ero già immerso in un mare ben più soave: quello dell’Amore per Mary. Fu soprattutto lei ad insistere - porta sfortuna non farlo – e cedetti. L’acqua era incredibilmente calda ed immediatamente cominciarono i soliti giochi e lazzi da bagno. E’ incredibile come a volte il proprio destino sia legato ai momenti considerati come meno importanti nel corso della propria vita. Fai progetti che pensi ti programmino la vita e questa cambia diametralmente tra un’attuazione e l’altra dei progetti, non durante, ma in un lasso di tempo che neanche avevi considerato. Fu il mio caso. Tra un gioco e l’altro ci fu una gara tra amici - vediamo chi arriva per primo ai Faraglioni - alla quale partecipai con piacere: mi sono sempre vantato, e a ragione, di essere un veloce nuotatore. Prima della partenza lanciai un’occhiata furtiva verso Mary, la quale si strinse nelle spalle: aspetterò, sembrava dire, ma non immaginava quanto.
Partimmo e, dopo aver percorso metà tragitto, circa 300 metri, avevo già staccato tutti di almeno 50 metri. Fu proprio nel momento in cui feci questa considerazione che il terrore diventò un tutt’uno con me: davanti a me non c’erano più i Faraglioni, bensì acqua. Dietro me il panorama era lo stesso: solo acqua. Ma respiravo. Da un istante all’altro, e senza rendermene conto, ero finito sott’acqua ma, incredibilmente, respiravo. Prima tentando di mantenere la calma, poi con foga, infine in preda all’angoscia, tentai di riemergere. Era tutto inutile. Urlai e non mi udii. Ciononostante riuscivo a respirare. Udii soltanto un boato che sembrava provenire da lontano; contemporaneamente, un bagliore fortissimo si spanse intorno a me, a tal punto che dovetti chiudere gli occhi per un paio di secondi. Non avevo né freddo né caldo né altre sensazioni che non fossero paura. Ero convinto che sarei morto, chissà per quale causa, ma sarei morto. Pensai questo mantenendo gli occhi chiusi e continuando ad udire quel boato. Mi immaginai inghiottito da qualche orribile mostro che da lì a poco sarebbe arrivato tanto misteriosamente quanto la mia immersione con permesso di respirare. Il rumore cessò improvvisamente d’esistere ed io rimasi ad occhi chiusi. Quale visione mi aspettava? Un mostro, sicuramente. O forse no. Indubbiamente, la causa della mia morte. Ma cosa? Curiosità e paura si fusero in me e non sapevo se guardare la causa della mia morte oppure accettarla ad occhi chiusi… perché di morire sarei morto, di questo ne ero sempre più sicuro.
Volli sapere di cosa sarei morto: aprii gli occhi di colpo. Dinanzi a me, i Faraglioni. Oddio quanto erano belli! Non me ne ero mai accorto in precedenza, ma erano davvero belli, così grandi ed irregolari, così REALI. Mary! Dove era finita?! E gli amici?! A riva non c’era nessuno. Quanto tempo ero rimasto lì sotto? Eppure il mio Swatch segnava mezzanotte e due minuti. Uno scherzo! Quei bastardi mi hanno fatto uno scherzo! Pensai al tipo di allucinogeno che dovevano aver utilizzato a tale scopo, nel contempo nuotavo lentamente verso riva. LSD. Sicuramente era dell’acido. Ma quando avevo ricevuto la somministrazione della potente droga…? Marco!! Maledetto figlio di puttana!! Marco detto “farmacia”. Gli avevo chiesto una pillola contro il raffreddore che quella sera sentivo di stare per beccarmi e lui, dopo qualche minuto, mi diede, sì, una pillola, ma di LSD, cazzo!! Ma lo avrei preso, appena arrivato, oh, se l’avrei preso, e allora… e allora a riva non c’è nessuno! A questo punto mi sentii proprio preso per il culo. Anche Mary ci si era messa!! Ora basta. E lo urlai, anche. BAAAASTAAAA! Allo stremo delle forze, svenni.
 
                                               3.
 
Quando guardai nuovamente il mio orologio erano le 11:30 del mattino. Porca puttana, mi hanno lasciato qua! In preda a questo pensiero mi lanciai verso la mia vettura, che non c’era, come non c’erano i miei vestiti, né nessun tipo di essere vivente. L’angoscia è uno strano moto dell’animo: il cervello l’aziona in circostanze in cui vorremmo capirne il motivo, in momenti di apparente serenità e NORMALITA’; viceversa può accadere che il nostro sub-conscio, pur di rifiutare l’evidenza di trovarsi dinanzi a qualcosa di totalmente anormale, eviti d’innescare il naturale meccanismo d’angoscia annesso alla paura dell’anormalità che si tenta, a nostra insaputa, di non accettare. In sostanza: per quale cazzo di motivo tentavo ancora di trovare una spiegazione normale e razionale a ciò che mi stava accadendo? Tuttavia iniziai a piangere solo dopo 3 ore di ricerca d’un mio simile. Chiunque. Mi sarebbe bastato incontrare chiunque e chiedergli: “Che cazzo succede? Dove sono gli altri, tutti gli altri, tutti i nostri fottuti simili, DOVE?”. E invece no! Tutti i luoghi erano lì dove dovevano essere: le piazze, le vie, le stazioni balneari, i viali, CASA MIA! Ero arrivato a casa mia, dopo appena 5 ore di “rilassante” passeggiata! Pigiai col dito tremante il tasto relativo al cognome King…. nessuno. A casa mia non c’era nessuno. Chissà perché, poi, speravo in questa soluzione? Non c’era nessuno in tutta la città, perché avrebbero dovuto esserci i miei? Eppure ci speravo, maledizione! Ci speravo tanto irrazionalmente quanto razionale era la mia consapevolezza di stare per impazzire. Urlai. Ascoltai le mie urla. Poi ascoltai il mio respiro affannato; ancora il mio pianto. Ascoltavo il tutto come proveniente da altrove, seduto sul marciapiede, in costume da bagno, nella via dove ABITAVO. Mentre mi ascoltavo, il cervello mi martellava: “DOVE SEI, KARL, DOVE SEI, DOVE SEI, DOVE….!”.
Guardai l’orologio: le 17:35. A quest’ora il tabaccaio vicino casa mia sarà sicuramente aperto. Scoppiai in una sorda risata isterica e, sempre ridendo, mi alzai da terra e mi diressi veramente verso il rivenditore di tabacchi. Lo trovai logicamente chiuso. Logicamente perché, poi? Non potevano essere spariti tutti quando i negozi erano aperti? Ma no, che stupido, era così LOGICO! Tutto era successo a mezzanotte. Tutti sono andati al diavolo a mezzanotte e tutto è rimasto come era in quel momento, tutto tranne tutti. Ascoltai un’altra risata isterica e stavolta mi feci paura. Era proprio la risata di un pazzo: io. O meglio: una parte di me. L’altra gli stava urlando di calmarsi, di sforzarsi di combattere l’incredibile realtà con la razionalità. Dopo un po’, vinse la seconda. Forse temporaneamente, ma intanto mi ritrovai lucido e con una intensa voglia di fumare. Cercai qualcosa con la quale forzare la saracinesca del tabaccaio e trovai ciò che credetti potesse farmi giungere allo scopo: un carrello del supermercato lì vicino. Era stato lasciato fuori, per strada, come spesso capitava quando degli incivili, trasportando le buste della spesa alle loro vetture con l’ausilio del carrello, lo abbandonavano all’esterno del negozio. Eppure, cosa avrei fatto in quel momento pur d’incontrarne uno di quegli incivili! Anche un maniaco con tendenze omosessuali mi sarebbe andato bene, pur d’incontrare un altro ESSERE UMANO, un’altra entità pensante e/o parlante, un altro, una fottuta altra persona che rompesse quell’irreale, eppure tanto tangibile, SILENZIO:
Intanto mi ero ricavato dal carrello una sorta di spranga con la quale tentare l’apertura forzata del negozio di tabacchi. Dopo non poca fatica, potevo disporre di tutte le sigarette che desideravo. Fumai una Davidoff e svuotai la mente dai pensieri inerenti il presente, I ricordi s’insidiarono nel mio cervello. La coltre di fumo nella quale ERO immerso mi ricordò quella nella quale ERAVAMO immersi il giorno prima (appena il giorno prima!) con la famiglia di Lei durante quello che io pensavo fosse un momento angosciante. Come bramavo quei momenti intrisi di tensione nei quali temevo il confronto con i genitori di Mary - MARY AMORE MIO DOVE SEI, DOVE SONO? - e con i loro dogmi. Ora il mio concetto d’angoscia era un tantino cambiato. Solo, ero SOLO. Nella mia città ma SOLO. Senza Amore, senza Amici, senza Nemici, SENZA ESTRANEI. Incredibilmente, era proprio questo ad angustiarmi maggiormente: l’assenza intorno a me del “fastidioso”, ora tanto desiderato, brulicare di estranei.
Il mio pensiero tornò a Mary. Meccanicamente, irrazionalmente, avevo preso, “rubato” - A CHI, MALEDIZIONE, A CHI? - una scheda telefonica magnetica. In preda a risolini isterici, mi diressi verso una cabina telefonica - DOVRO’ AFFRONTARE UNA FILA LUNGA PER TELEFONARE? - con passi veloci - MARY SARA’ IN PENSIERO A QUEST’ORA, SPERIAMO CHE IL SUO TELEFONO SIA LIBERO - col corpo tremante. Afferrai la cornetta, utilizzai la scheda, composi il numero e aspettai. Primo squillo di telefono - MENO MALE, E’ LIBERO - secondo squillo - STO IMPAZZENDO, E’ INNEGABILE, NON MI SALVERO’ - terzo squillo - CHI CAZZO VUOI CHE TI RISPONDA, NON C’E’ NESSUNO, KARL, NESSUNO - voce femminile che risponde:
- Pronto?
In preda alla felicità più pazza e ad un’emozione folle gridai:
- MARY, SONO KARL, SONO IO, KARL, MA DOVE SEI FINITA, DOVE SONO TUTTI?
Dall’altro lato della cornetta udii un urlo innaturale, colmo di paura e sgomento, seguito da un inspiegabile “click”. Rimasi di sasso. Cos’era successo? Mi guardai attorno: nessuno. Non capivo più se fosse maggiormente strana la presenza telefonica di Mary o l’assenza di tutti. Ripresomi (in parte) dallo shock, ricomposi il suo numero di telefono. Stavolta rispose subito ed al suo “Ma chi sei, cosa…” la interruppi urlando più di prima:
- SONO KARL, CAZZO, CHE SUCCEDE, SIETE SPARITI TUTTI IERI, NON C’E’ PIU’ NESSUNO A CATANIA, DOVE SIETE, DOVE SONO IO?
La sua risposta fu un nuovo urlo, ma fu decisamente più lancinante. Poi, in preda ai singhiozzi, udii:
- Tu, tu… Karl è morto… tu sei morto… il tuo corpo… sei annegato… abbiamo tentato di… ma… quel fottuto scherzo di Marco… io non sapevo… davvero… lo ha confessato alla Polizia… l’LSD… oh mio Dio, mio DIO, con chi sto parlando? Karl è morto… tu chi sei?… chi sei?…
Tutto ciò che riuscii a rispondere fu:
- Addio, mio unico Amore. Ti amo e ti amerò per sempre.
E riattaccai.
Immediatamente ricomposi il numero, senza nemmeno sapere il perché, ma stavolta non rispose nessuno. Avevo parlato con Mary dalla dimesione in cui mi trovo a quella in cui ho vissuto per 20 anni. Me l’ero sempre chiesto, ora lo sapevo. Dopo la morte, almeno per me, c’era questo. Tutto questo. La consapevolezza d’esserci, ma da SOLO, con la beffa di vedere intorno a me i luoghi colmi di ricordi  e desideri irreprimibili della mia vita passata e, soprattutto, senza una possibilità, senza una speranza, senza la POSSIBILITA’ DI MORIRE per dare fine a questo INFERNO.
 
                                                                   

Postato da: tremori a 21:27 | link | commenti (17) |
racconti

giovedì, 26 maggio 2005

Incredibili virus girano in rete… un mio amico ne ha preso uno che gli ha trasformato tutti gli mp3 di rock progressivo in canzoni di Paolo Meneguzzi… Paolo Meneguzzi ne ha preso uno che lo ha trasformato in musicista… incredibili, ma non sempre pericolosi.

Postato da: tremori a 21:43 | link | commenti (3) |

lunedì, 23 maggio 2005

Ma sì… mi piace ‘sta roba che gira tra i blogger… mi butto anch’io!
P.S. Fulvia, tu saresti stata tra le cinque persone a cui passare il testimone… se solo non avessi visto ‘sta roba proprio sul tuo blog! :-P
1. Volume totale dei file musicali sul mio laptop
Circa 20 Gb… ma ho tutti i cd originali dai quali ho estrapolato gli mp3, eh! :-P
2. L’ultimo cd che ho comprato
“The Koln Concert” di Keith Jarret… oh, la domanda (che poi non è nemmeno una domanda…) non era mica “Quando ho comprato l’ultimo cd?”, no?
3. Canzone che sta suonando ora
“First light” degli Shadow Gallery… spettacolo!
4. Cinque canzoni che ascolto spesso (ultimamente)
“Canzone quasi d’amore” di Francesco Guccini… l’ascolto spesso praticamente da sempre!
“Echoes” dei Pink Floyd… come sopra!
“Almost Blue” di Chet Baker… ehm…. come sopra!!!
“The Spirit Carries On” dei Dream Theater… in realtà ascolto quasi con la stessa, enorme frequenza, tutto il meraviglioso album che contiene il brano: “Scenes From A Memory”
“First light” degli Shadow Gallery… spettacolo! (questa l’ho già sentita... o detta… o scritta…)
5. Cinque persone a cui passo il testimone
Premesso che mò vi tocca proprio, eh…:
Mandylion: perché è colpa sua se adesso sono “Shadow Gallery-dipendente”! :-)
Isabella: m’incuriosirebbe molto leggere le sue risposte…
Roby: per sapere come si consola in questi giorni! :-P
Tito: Guccini va bene, ma poi? :-)
Jorma: perché, pur sapendo bene che non accoglierà il testimone, m’interesserebbe molto vedere cosa ne verrebbe fuori…

Postato da: tremori a 23:23 | link | commenti (6) |
catene blogghesche

Nei circoli di sinistra di Bolzano è stato stasera eliminato all’unanimità il gioco della scopa: “Mai più sconfitte per sette in più o in meno…” è stata la sofferta dichiarazione di sette tesserati di sinistra che non erano potuti andare a votare per l’elezione del sindaco in quanto lievemente raffreddati. La dichiarazione è stata raccolta nel reparto di ortopedia dell’ospedale di Bolzano poiché stamane, incredibilmente ed inspiegabilmente, i sette sono stati vittime di un pestaggio che ha procurato loro diverse fratture. Non si cercano i colpevoli tra le fila dei militanti di estrema destra.

Postato da: tremori a 22:29 | link | commenti |

domenica, 22 maggio 2005

Grande interesse e commozione ha suscitato nel mondo intero la presenza di Maradona al Gran Premio di Montecarlo. L’indimenticato campione calcistico, giudicato da molti esperti il più grande di tutti i tempi, è apparso in buona forma e molto dimagrito rispetto alle sue ultime apparizioni. Il merito sembra appartenere al discusso film “Supersize me” nel quale si critica ferocemente l’omonimo menu di Mc Donald contenente, tra l’altro, una razione da quasi 2 litri di Coca-Cola. Maradona, dopo aver assistito alla proiezione della pellicola, sarebbe passato alla Coca light. L’ex campione argentino ha dichiarato: “Avrei dovuto capirlo a naso molti anni fa, ben prima di vedere questo illuminante film… io per queste cose ho un gran fiuto!”. Gli abitanti di Naso (ME) si dichiarano addolorati a causa della mancata annunciazione della visita di Maradona della quale solo adesso vengono a sapere.

Postato da: tremori a 21:42 | link | commenti (5) |

giovedì, 19 maggio 2005

Piccolo… spazio… pubblicità…

Manifesti pubblicitari leggiucchiati in giro per Catania (da noi si dice: “Catania Catania”, la quale frase, però, utilizzata in altra circostanza può anche significare “Esattamente Catania, non periferia e/o provincia”, esempio: “Ciao, di dove sei?”, “Di Catania”, “Catania Catania?”…):
- << IL GONFALONE
Non sporca i muri
Non crea pericolo
Procura occupazione
Procura introiti comunali >>
Confesso: l’avevo sentito chiamare in parecchi modi diversi: il Nano, l’Unto dal Signore, il Dittatore… mai, però, IL GONFALONE!!!
P.S.
No, davvero: ma che cazzo è ‘sto GONFALONE???

- << A cena con un Gioiello!
Acquista un gioiello da almeno 250 euro e vinci una cena con Morena Salvino! >>
Una volta, stavo per dire “ai miei tempi”, si acquistava un gioiello per tentare di uscire a cena con la destinataria del regalo… ragazze, attente alla marca dei gioielli che riceverete in questi giorni ed abbiate pure qualche sospettuccio se il vostro inaspettatamente generoso zito (fidanzato) negli anni precedenti vi aveva regalato, in preda al suo massimo slancio affettivo, un perizoma in saldo da Yamamay!
P.S.
No, davvero: ma chi cazzo è ‘sta Morena Salvino???

Postato da: tremori a 21:46 | link | commenti (11) |
reclame

martedì, 17 maggio 2005

Fumata nera a Catania, niente Bianco.

Postato da: tremori a 13:49 | link | commenti (6) |

domenica, 15 maggio 2005

Eppure ci sarà un motivo, ne sono sicuro, altrimenti non avrebbe alcun senso il fatto che il lenzuolo matrimoniale che oggi ho ricevuto per votare sindaco e consiglieri del comune di Catania presenti una piegatura pressochè impossibile da effettuare se non previa stiratura umida, a vapore insomma, e successiva piegatura stile “brava nonnina”, cioè a quattro mani, appartenenti a due persone mooooltooo affiatate… in due non si può entrare in cabina elettorale, né si può uscire dalla stessa con la scheda aperta… un mini-ferro da stiro a pile, però, quello si può introdurre nella cabina e, giuro, se domani dovessi votare nuovamente per il sindaco di Catania, me lo porterei onde evitare il supplizio di stamattina: 20 minuti di fila con 30 gradi ed il 101 % di umidità (furbamente abbiamo pensato tutti di andarci quando gli altri ancora dormivano: domenica mattina! Infatti gli altri dormivano: quelli delle altre città!), consegna delle schede preceduta da allegro siparietto anagrafico (“Presidenteeeee… c’è un errore nella data di nascita, qui porta 1962!”, “Si faccia dare la patente”, “Ah, no no, è giusta, ho sbagliato io, ecco: 1972!”… ero stato un po’ in ansia e zitto zitto sino a quel liberatorio momento nel quale ho esclamato: “Ah, ok, allora ho ancora 32 anni?” allietando tutta la poco pretenziosa platea…), voto, piegatura delle altre due schede, primo tentativo di piegare il lenzuolo effettuato tentando di partire dal centro: niente! Parto poi da sinistra, pensando “vabbè, si ripiegherà iniziando da un lato e continuando in successione da lì… niente! Allora parto da destra: NIENTE! Altro che bugiardini dei medicinali, questo era peggio del cubo di Rubik! Dopo 2 minuti di sudorazione abbondante opto per l’inevitabile soluzione finale: forzo tutte le piegature simulando una perfetta piegatura stirando il più possibile il panciuto lenzuolo per dissimulare la mia incapacità dalla quale temevo potesse trapelare un basso Q.I.! Avviandomi verso la merita colazione in pasticceria maturavo, però, una convinzione consolatrice: non trattavasi di mia incapacità bensì di zelo assoluto del progettista del lenzuolo elettorale: né dal centro, né da destra, né da sinistra…. Ho mangiato più sereno.

Postato da: tremori a 23:23 | link | commenti (3) |

giovedì, 12 maggio 2005

Il caso del giorno è Giorgino. Certo, che destino infausto trovarsi un diminuitivo vezzeggiativo in luogo d’un cognome… ma a prescindere da tali politiche considerazioni, il problema sul quale sembra essersi concentrato il mondo giornalistico è la vittimizzazione d’un paraculo. Ora, già mi sta sul culo il solo sentire nominare il nome di Giorgino accanto a quello di Biagi, Santoro e Luttazzi, figuriamoci poi se l’accostamento viene effettuato per risicate similitudini di merito! Ma chi è Giorgino? Giorgino è un mediocre… avanti, voglio superare le antipatie personali, buon giornalista come tanti altri che però, a differenza di tali altri, è stato unto dal Cavaliere perché “questo è il giornalista che farà impazzire le massaie” e “mi auguro che possa lavorare sempre di più”… Se me lo augurassi io sarebbe lecito supporre che non cambi nulla, ma se ad augurarselo è Lui, beh, è altrettanto lecito essere certi che qualcosuccina cambi nella vita lavorativa dell’unto. Giorgino fa carriera, riesce a fare pure il valletto a Sanremo, cosa che immagino gli abbia dato maggiore soddisfazione della carica comunque raggiunta di vicecaporedattore del Tg1, lo stesso Tg1 che oggi Giorgino critica ferocemente (e sia detto per inciso: con molta probabilità anche giustamente) perché fazioso e voltagabbana… una banderuola, insomma! Oggi c’è da truccare a favore della sinistra? PUFF, si tagliano i fischi durante un comizio di D’Alema! Domani il vento gira in senso inverso? ARIPUFF, si fanno sembrare gremite sale semivuote dove Berlusconi parlava a quattro gatti, rimasti anonimi, e due cani, Giorgino e Mimun, i quali ora si stanno azzuffando per un osso ormai lercio e scarnificato sul quale è rimasto soltanto un leggero, nostalgico aroma di potere che sta irrimediabilmente svanendo. Giorgino questo lo sa, o almeno lo avverte con l’olfatto, e ha tentato il tutto per tutto giocandosi la carta della vittima del potere di destra: lui come Santoro, Biagi e Luttazzi… che al solo pensiero mi viene l’orchite arricchita da pustole… comunque, coraggio Giorgino, stai tranquillo: quando salirà la sinistra almeno a La Fattoria ti faranno partecipare… magari insieme a Mimun… pensa poi che gaudio se andaste insieme in nomination! Che momenti di grandissima televisione! Sarebbe pure la volta giusta che mi acquisiscano come spettatore! E mica son cose da sottovalutare, eh!

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martedì, 10 maggio 2005

Antonio Condorelli è un ragazzo di 25 anni. Sguardo furbo e sorriso di chi ha capito il mondo e te lo vuole spiegare, sorriso sornione che paventa sicurezza di se, il tutto mitigato da una calvizie ormai più che incipiente… in esterema sintesi, l’aspetto generale è quello di un ragazzo simpatico ma saputello, anche se non troppo. Il politico perfetto. Ed infatti è il politico ciò che vorrebbe fare “da grande”. E’ candidato come consigliere di quartiere nella seconda municipalità di Catania, quella dove vivo e dove l’ho incontrato ieri sera, alle 20:00 circa, piazzato con cartellone e volantini in un punto iper-strategico: vicino al supermercato SMA di via Giacomo Leopardi. Ho frettissima, il supermercato chiude alle 20:30 ed ho frigorifero e credenza semivuoti, ma lui mi punta da lontano, ancor prima che io attraversassi la strada, tento una deviazione rischiando anche la vita perché esco abbondantemente dalle strisce pedonali, ma lui se ne accorge ed anticipa il mio movimento spostandosi sul marciapiede da me anelato sfruttando la malefica complicità della geometria che, non essendo un’opinione, gli concede un inoppugnabile vantaggio nei miei confronti, costretto come sono a muovermi sull’ipotenusa schivando i motorini. Accelero il passo, ma ormai è fatta: mi ha catturato. Mi sorride affabilmente, io ricambio ed abbozzo un “No, guarda, già dovrei dare il voto a 28 persone, è inutile che ti faccio perdere tempo per te prezioso…” ma, lui, sicuro di se: “Ma tu l’hai letta la mia lettera di protesta? – porgendomi il volantino – Prendila e leggila, poi se vuoi la butti, però leggila, per favore!”. Ora, è vero che non ti voterei nemmeno se nella lettera ci fosse scritto che io, di “pissona pissonammente”, sarei beneficiario della metà dei tuoi 1000 euro mensili da consigliere di qurtiere e che l’altra metà andrebbe in beneficienza alla mia causa di poter accantonare 500 euro al mese per 5 anni onde farci i cazzi miei al raggiungimento dei 30.000…. insomma, ti candidi nella lista Alessandra Mussolini – Alternativa Sociale… certo i soldi sarebbero allettanti… sicuramente per te lo sono moltissimo, dubito che ti troverei in quell’angolo se non ci fosse in palio codesta posta, ma magari sì eh, non voglio mica paventare la tua stessa sicurezza che poi io calvizie non ne ho per mitigarla un po’… insomma, ok, non sei “dei nostri”, ma diamine, certo che la leggerò la tua lettera! Magari è davvero interessante, lo sarà sicuramente visto che insisti che io la legga ed usi lo stesso tono che userei io se mi chiamassi Marco Travaglia ed avessi visto coi miei occhi il Presidente del Consiglio rubare e dovessi convincere di questo incredibile fatto tutti coloro che MAI potrebbero crederci, “insomma ho le prove, leggi, guarda, documentati”, insisterei! Ma sì, ti prometto che la leggo la tua lettera! Tu fai lo sguardo più tranquillizzato che io possa immaginare e mi convinco davvero che quella lettera sarà una bomba! Arrivato a casa mi chiudo nel cesso col volantino in mano… oh, c’ho letto pure pezzi di Kant lì dentro, mica puoi offenderti proprio tu, eh! Leggo e… ci rimago male. Ma mica per la delusione delle cazzate qualunquiste e fanciullescamente populiste in luogo delle geniali idee che ormai quasi m’ero convinto di trovare, no no… Ci rimango male perché non credevo d’avere così tanto la faccia da idiota medio destinatario della tua “accusa” che riporto fedelmente di seguito:

<<LA SVOLTA… Finalmente si ripresenta per noi il momento nel quale scegliere i nostri rappresentanti al consiglio di quartiere e nel consiglio comunale di Catania. Per chi, come noi, vive la realtà di ogni giorno, i problemi sono aumentati. E allora ci chiediamo: “Ma finora chi ci ha rappresentato?”: la risposta non è difficile: “NESSUNO”. I consiglieri della nostra municipalità chiusi nelle loro segreterie hanno perso il contatto con la gente e con i problemi che sono pure aumentati. NON VOTIAMOLI PIU’! Purtroppo non ci sono state le famose occasioni di lavoro che avevano promesso cinque anni fa, la delinquenza è aumentata, ed è sempre più difficile creare il nostro futuro. Ho 25 anni e non è bello vedere molti miei amici che frequentavano la scuola Giacomo Leopardi, partire per cercare lavoro fuori, o peggio ancora, finire nelle mani della droga, visto che lo Stato e la Città li hanno abbandonati. In questi giorni i politicanti di destra e sinistra organizzano pranzi e cene e fanno promesse che non manterranno mai, mi chiedo: “Ma dove li prendono tutti questi soldi?”. E mentre loro fanno di tutto per assicurarsi gli incarichi e le commissioni aumenta la gente che fatica tutti i giorni per portare un pezzo di pane a casa (per chi ha una casa!), o che cerca di creare un futuro per i propri figli. Non è concepibile che ci vogliano le raccomandazioni per qualunque cosa. E’ giunto il momento di cambiare, non possiamo passare altri cinque anni nelle mani dei SOLITI POLITICANTI.
- RIVALUTARE LA ZONA COSTIERA: con manifestazioni sportive e con la creazione di itinerari turistici sostenendo i nostri ristoratori.
- AIUTARE I COMMERCIANTI: creando un BONUS SOSTA GRATUITO di 30 minuti per chiunque fa acquisti nella zona.
- AIUTARE I GIOVANI: con nuove occasioni di lavoro presentando progetti di sviluppo turistico e ambientale.
- LOTTARE LA PARTITOCRAZIA E I CENTRI DI POTERE: per fare finire il potere nelle mani di “pochi” e evitare che per qualunque cosa ci vuole una “RACCOMANDAZIONE”, o “L’AMICIZIA GIUSTA”.
- AIUTARE GLI ANZIANI: incentivando e sostenendo l’assistenza dio tutti.
- SANITA’: rendendola adeguata al numero degli abitanti del quartiere.>>

Un consiglio ad eventuali ragazzi catanesi in età scolare che dovessero leggermi: il temino di cui sopra è ottimo da portare nei famosi “bussolotti dei temi” perché potrebbe essere rilevante la percentuale statistica che, nel caso in settimana abbiate il compito in classe d’italiano, vi esca un titolo del tipo: “In questi giorni Catania vive in pieno fermento elettorale. Tu, se fossi candidato, come ti proporresti?”. Un bel 6 e mezzo ve lo beccate tranquillamente e confermerete all’insegnante che, ok, nella vita vi occuperete di materie scientifiche, però non potrà darvi un’insufficienza. ATTENZIONE: prodotto valido solo sino alla terza media; dal primo anno delle superiori in poi togliere mezzo punto l’anno dal sopra citato voto massimo ottenibile.
Resta il fatto che ci sono rimasto davvero tanto tanto male… mi sa che devo rivedere il mio look.

Postato da: tremori a 23:50 | link | commenti (3) |