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utente anonimo in Ma poi cosa dovrebbe...
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A TUTTI AUGURO UNO SPLENDIDO 2006, RICCO DI DUBBI, MOMENTI FELICI, INCERTEZZE, AMORE, PANICO, SESSO, VUOTI D'ARIA, SALUTE, FACCE BUFFE, MOMENTI IN CUI GRATTARSI E GODERE DEL PIACERE DELLO SVANITO PRURITO, IN CUI CONOSCERE L'INFINITO ED IN CUI INFINITAMENTE PRENDERSI IN GIRO CAZZEGGIANDO, DI ANSIE, DI SICUREZZE, DI VITA!
E’ giunto il momento della Verità!
Tutti coloro che coltivassero (più o meno coscientemente) velleità lavorative dal proprio blog, si rendano conto che questa è la prova inconfutabile, l’impareggiabile test, la prova generale, la dimostrazione finale che tali speranze siano o meno fondate.
Personalitaconfusa è uno dei blogger più famosi d’Italia… escludendo coloro che hanno aperto un blog da famosi (Beppe Grillo, Luca Sofri…), Personalitaconfusa è probabilmente il blogger più visitato, amato, citato, imitato… una vera Blogstar, insomma (accettalo con la rassegnazione di chi soggiace all’imperante maggioranza, Confuso!)!
Orbene, se già poteva sembrar strano che tale punta di diamante dei blogger potesse essere “soltanto” un impiegato nella Milano da vivere (?!?) piena di magiche opportunità (???…!), si consideri che adesso egli è disoccupato. Con scatto felino ed abile mossa i suoi capi si stanno sbarazzando dell’intero ufficio e lui, adesso, non ha un lavoro e dichiara di essere alla spasmodica ricerca di un qualunque impiego per riuscire a fare cosucce tipo la spesa e pagare l’affitto....
Escludendo le mie personali convinzioni intuitive che mi portano a pensare che ce la farà al più presto, il mio discorso vorrebbe portare esclusivamente ad una domanda, un semplicissimo quesito da porre ai blogger con le velleità di cui sopra: se non dovesse riuscirci Personalitaconfusa a trarre un qualsivoglia profitto economico dal suo status di VERA BLOGSTAR, di esempio di blogger, citato anche da trasmissioni di Radiodue che leggono suoi interi post e dalla TV quando si parla di “questa nuova moda dei blog”, che tipo di sognatori bisognerebbe essere per continuare a coltivare speranze di guadagno dal proprio blog?
Io, dal canto mio, continuo a vedere il blog nello stesso, identico modo in cui lo vedevo un anno e due mesi fa, quando lo aprii: un bel modo per non continuare a scrivere i miei pensieri in documenti word che poi, magari, se entra un virus li perdo. Se poi è anche gradito a qualcuno, il mio narcisismo può solo trarne soddisfazione… come quando si riesce a fare una battuta azzeccata o un ragionamento brillante con gli amici. Tutto il resto è vita.
Non m’interessa il fatto che si proclamasse innocente.
Non m’interessa nemmeno il fatto stesso che sia stato o meno innocente.
M’interessa che lo Stato della California e la sua pena di morte non siano innocenti.
Che Schwarzenegger non sia innocente. Né lui né chi vuole che la Giustizia si abbassi a Vendetta passando per l’Orrore.
Tookie Williams è morto per mano cosciente di altri uomini.
Omicidio.
Di Stato.
Comunque Omicidio.
C’è Giustizia nell’uccidere un altro Uomo, un qualunque essere umano, colpevole o innocente di qualsivoglia reato? C’è Vendetta, ok… ma Giustizia?
Nel caso specifico si è ucciso un Uomo profondamente diverso da quello condannato 25 anni fa, un Uomo “utile alla società”, se proprio la si vuole guardare sotto questo aspetto. Tookie Williams svolgeva azione di redenzione coi suoi libri, salvava ragazzi dalla stessa situazione in cui lui si trovava all’epoca della condanna. La sua opera gli è valsa anche una candidatura al Nobel per la Pace. Tookie Williams era un Uomo che creava Bene, a prescindere dal suo passato, a prescindere dal fatto che continuasse a proclamarsi innocente per i reati ascrittigli. Fosse stato colpevole non cambiava una virgola. Anche a voler essere a favore della pena di morte, come si può deliberatamente scegliere di uccidere un Uomo simile?
La Morte non lo voleva, ha trascorso 22 minuti di agonia “insopportabile ed angosciosa” a dire dei testimoni. La Morte lo rifiutava. Gli uomini pure e glielo hanno consegnato di forza, costringendolo all’ultima offesa, l’ultima tortura dopo quella, lunghissima, dell’attesa dell’esecuzione. Quando attendiamo l’estrazione di un molare trascorriamo ore di angoscia, l’attesa è pure peggio del dolore in se e per se. Immaginarsi cosa significhi attendere nel Braccio della Morte per anni, decine di anni, migliaia di giorni…. no, non è possibile, nemmeno con tutta l’immaginazione del mondo. Eppure non è un film, accade davvero: gli uomini vengono condannati a morte da altri uomini i quali, così facendo, legalmente non commettono un delitto. I condannati “vivono” decenni attendendo la Morte rinchiusi in cella e quando accade (perché ACCADE) che si raggiunga l’UNICO scopo che può prefiggersi una punizione di Stato, cioè la redenzione, il recupero totale del PRESUNTO colpevole, questi viene UCCISO. A volte torturato perché non sempre i metodi utilizzati sono efficaci al 100 %. E spesso egli è DAVVERO innocente. Ma questo, ripeto, poco conta nella logica generale del discorso. La logica sarebbe che NON si uccide. Banale, ma concreto. Chi uccide commette un reato. Banalissimo, ma concreto. La pena di morte è un reato. E non c’è Legge che possa essere più concreta.
Non c’è Giustizia se in nome di essa si commette un delitto per punire un altro delitto.
Tookie Williams è morto.
Ucciso.
Nessuno verrà punito per questo.
Ma Schwarzenegger non s’è inimicato i Repubblicani. Vuoi mettere con l’importanza di una vita umana?
VAL DI SUSA
Non c’è stata nessuna carica.
I poliziotti andavano ad energia propria.
Nessuna carica.
Ma che, scherzate?
Ancora co’ ‘ste cariche?
E che siamo ancora all’epoca delle cariche?
Un rancio e via, altro che cariche!
Nessuna carica!
Tenetelo a mente.
N-E-S-S-U-N-A-C-A-R-I-C-A
Ieri è stato un bel giorno per la Sicilia.
A prescindere dal terzo posto del Catania nella classifica di serie B.
Davvero un bel giorno, di quelli che ti fa sperare, illudere forse, che i siciliani, una parte cospicua di siciliani, sappiano ancora rispondere col senso civico alla voglia di ottenebrante e “confortevole” rassegnazione, sappiano ancora dire “io ci sono” di fronte alla scelta tra accettare e costruire, sappiano ancora desiderare! Dico tutto questo a prescindere dalle reali capacità politiche di Rita Borsellino sulle quali non voglio dare giudizio alcuno, sulle quali spero potremo discutere in seguito ponendoci davanti ad un presidente della regione “diverso” per una Sicilia “diversa”… mi piace sognare e per questo anch’io ero lì, ieri mattina alle 10:30, in Piazza Europa a Catania, a dare il mio personale contributo a far sì che ciò possa accadere. C’era anche Latteri ed ha fatto una brutta figura, ma non con me. La brutta figura, con me, l’ha fatta il servilismo dal quale un’altra parte della Sicilia (ma anche del resto d’Italia) non riesce proprio a discostarsi. Mi piace pensare che sia “un’altra parte della Sicilia” perché, dicevo prima, mi piace sognare. Il fatto, così come è apparso a tutti: fila per votare, non chilometrica ma comunque fila… dieci minuti circa sotto un bel sole primaverile, roba da togliersi il maglione e restare in maniche di camicia. Arriva Latteri, preceduto dallo stuolo di fotografi e cameraman (ma che fanno, aspettano acquattati ed escono allo scoperto quando lo vedono o vengono avvisati telefonicamente mezz’ora prima?), scavalca la fila, ritira la scheda offrendo 20 euro (io ho fatto l’offerta minima: 1 euro… ma lui sarà 20 volte più ricco di me, no? Mmmhhh… mi sa che volendo proprio mantenere le proporzioni ne avrebbe dovuto offrire almeno 1000…), vota, inserisce la scheda nell’urna (…“aspetti Magnifico, ecco stia fermo con la scheda così…”, “Magnifico, un sorriso qui, Magnifico”…), si allontana salutando e si appropinqua a rilasciare una breve dichiarazione. Ma io ero esattamente lì, vicino a lui ed il suo entourage, ed ho visto esattamente come è andata. E’ arrivato, s’è messo in fila appena dietro a me, immediatamente è stato allestita un'altra postazione di consegna schede nel banchetto dinanzi a noi (tipo apertura di un’altra cassa al supermercato) con conseguente “prego, prego” sia da parte dell’operatore del banchetto che da parte del suo entourage, lui sbanda visibilmente per qualche decimo di secondo e dice ai suoi “ma no, un attimo, andiamo di pari passo con gli altri…” (a volume piuttosto basso, non per far palesemente notare a tutti il suo democratico intento), ma lo prendono e lo portano al banchetto insistendo coi “prego, prego” (tipo ultimo della fila al supermercato che, all’apertura della cassa a fianco, scatta da centometrista bruciando gli increduli colleghi di fila che gli stanno davanti, alcuni da mooooltiiii minuti) e lui, piuttosto imbarazzato, si accinge alle operazioni di cui sopra. Racconto questo fatterello all’apparenza insignificante perché mi piace sognare ma c’è sempre qualcuno che ti deve svegliare, anche se non con rumori eclatanti ma solo con fastidiosi ronzii… lo racconto nei minimi particolari perché vorrei fosse chiaro il messaggio: sono CERTO che a Latteri (come a chiunque altro possa approfittare della propria posizione seppure per avere un semplice caffè gratis) non abbia fatto dispiacere saltare la fila, ma ha saltato la fila per colpa di chi alimenta per lui (per LORO) il malcostume del servilismo strisciante ed AUTOMATICO che scatta senza più bisogno di stimolarlo: è un meccanismo perfetto e, ripeto, TOTALMENTE AUTOMATICO.
Ma intanto, almeno per un po’, parafrasando Ficarra e Picone: “io sono fiero di essere siciliano perché Rita Borsellino vince col 67 % le primarie”!