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utente anonimo in Ma poi cosa dovrebbe...
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Ho già accennato al grosso problema di salute avuto da mia madre ad agosto. Per GROSSA fortuna non solo è viva ma cammina, è perfettamente lucida mentalmente… insomma, sta tornando ad una vita normale. Unico GROSSISSIMO problema: la vista. Ha già subito una operazione ad un occhio, forse dovrà subirne altre, sicuramente una all’altro, indubbiamente dovrà fare molte visite mediche, certamente acquisterà tanti farmaci. Mia madre ha diritto all’esenzione del pagamento di farmaci e ticket, “esenzione per patologia” è il nome tecnico-burocratico. L’Italia è, tutto sommato, un paese dove la sanità è presente, gli assistiti hanno dei diritti e lo Stato dei doveri nei loro confronti. Ma, a volte, è la scarsa applicazione pratica dell’ottima teoria a difettare parecchio in questa simpatica Nazione.
I fatti: mia madre si reca all’ASL di Bologna dove ha il libretto sanitario provvisorio, le spiegano che ha diritto all’esenzione ma che la pratica va svolta nell’ASL relativa alla residenza, cioè a Catania. Vado all’ufficio esenzione di Corso Italia, a Catania, e “No no no, qui non possiamo fare nulla! Sua madre ci risulta residente a Bologna!”, dico “ma no, mia madre vive a Bologna, lì ha il libretto sanitario provvisorio, forse a voi risulta questo, ma di certo è residente a Catania!” e lui “Beh, comunque io non posso fare nulla finchè qui – indica il monitor – esce BO-LO-GNA!”… “Che faccio? Lì non gliela fanno, qui non me la fate… che faccio?”… “Può andare all’ufficio anagrafe assistiti e far cambiare, con un certificato di residenza, la residenza che mi risulta qui – indica ancora il monitor – ma comunque mi sembra strano, eh… dovrebbe risultare la stessa cosa anche a Bologna e dovrebbero farla loro l’esenzione, eh!”. Dico a mia madre di riprovare a Bologna specificando quanto dettomi dall’impiegato di Catania, lei ci torna e loro le forniscono addirittura l’articolo di legge secondo il quale DEVONO farla a Catania! Torno all’ufficio di Catania (con gli ovvi problemi di tempo legati al fatto che gli uffici aprono agli orari in cui si lavora… ma mi chiedo: secondo loro bisognerebbe prendere giorni di ferie ogni volta che si deve usufruire di qualunque ufficio pubblico? Aprire ad orario continuato dalle 7 alle 19 no, eh? Mah!) dove trovo un altro impiegato il quale subito mi avvisa che “No no no, l’esenzione deve farla a Bologna…” ma io lo stoppo al volo citandogli l’articolo di legge secondo il quale deve farlo lui! E’ disponibile, poveretto… nulla da dire… mi chiede il certificato medico “Vediamo che si può fare…” e poi “Eh, ma non esiste un’esenzione per patologia quale l’aneurisma cerebrale! Mi dispiace!” e lo dice scorrendo il dito su un elenco cartaceo da anni ’20… m’incazzo. “Ma, scusi, se ho la pressione alta ho l’esenzione, se invece ho avuto un’aneurisma e devo fare decine di visite mediche, interventi chirurgici, acquistare infinità di farmaci lo Stato mi risponde CAZZI TUOI ?!?”… “No, beh, cazzi tuoi lo dice lei… il fatto, vede, è che non esiste proprio un codice per questo tipo di patologia e se non inserisco un codice nel computer non posso procedere con l’emissione dell’esenzione…”, “Ma io non posso crederci che non esiste un modo, mi scusi, a Bologna hanno detto che lei HA DIRITTO a quest’esenzione… magari il medico deve fare un altro tipo di certificato e lei può dirmi cosa le serve che ci sia scritto per corrispondere ad una specifica sigla, non so, insomma, mi sembra assurdo!”… “Vabbè, lei è libero di non crederci, ma io che ci posso fare, eh?” ma lo vede che mi sto incazzando davvero… peraltro, è davvero dispiaciuto, poveretto… chiama qualcuno al telefono che subito gli fa notare che esiste la codifica esatta per tale patologia… lui, un tantino rosso in viso, gli risponde “Ah, ma è proprio GENERICO, così: aneurisma… ma dove dove… ah, qui… vabbè, ma è GENERICO!”. Chiude, mi fa l’esenzione. E’ convinto di farmi una cortesia. Io ho ottenuto l’esenzione per mia madre, glielo lascio credere, poveretto… che mi costa, non lo stava facendo mica apposta a fare in modo che, se io non mi fossi incazzato, mia madre sborsasse chissà quante centinaia di euro che aveva il pieno diritto di non pagare… me ne vado ringraziandolo: ho fatto la mia buona azione natalizia e di fine anno… e vale almeno per tre anni.
Scusate, comunicazione di servizio: TremorFlash vi augura buon Natale dal suo blog... e un po' anch'io! Chi si presenta senza colite giorno 27 sarà ESPULSO con disonore dalla blogsfera Tremoresca! Uomo e Donna avvisati...
Premesso che questo nasce in qualità di commento in risposta ai commenti del post precedente ma che s’è poi trasformato in modo autonomo in uno pseudo-post… io vorrei capire: ma ‘sti zampognari, durante il resto dell’anno, CHE FANNO? Cioè: impiegati non saranno perché temo che qualunque ditta li butterebbe fuori a calci in culo considerando l’assenteismo categorico di ogni dicembre di ogni anno… musicisti professionisti?… mmhh, mi vien da pensare ad alcuni musicisti del Teatro Bellini di Catania che ho avuto modo di conoscere, tutti molto diversi tra loro ma non riesco ad immaginarne nessuno vestito da pecoraio e con un multipiffero tra le braccia… zampognari a vita? Girano il mondo cercando le zone dove va di moda lo zampognaro mese per mese? Di certo a Luglio non ce li vedo in spiaggia con il loro bel vestitino rivisitato in chiave estiva e la zampogna che tenta di emulare le hit dell’estate… no, davvero: se c’è qualche zampognaro o parente di zampognari o semplice conoscitore della fauna zampognara italiana, me lo dica: CHE FA UNO ZAMPOGNARO nel resto dell’anno? E’ uno dei misteri della vita, come quello dei cinesi immortali, considerando che NESSUNO ne ha mai visto morire uno in Italia… ti aggiri per le piccole Chinatown di ogni città e ci trovi solo cinesi giovani.. è inquetante: tu invecchi, ormai da anni quei negozi sono aperti, ma i proprietari hanno sempre lo stesso aspetto… non ci fai più neanche caso, ma se ci rifletti un attimo… cacchio, ce ne dovrebbe pur essere qualcuno che superi l’età puberale, no? NO? Mah… ‘sti profondi misteri della vita!
Riesco a comprendere la caccia al regalo... capisco anche le luminarie varie che DETURPANO la città (Catania mi piace PURA!)... accetto che in giro ci sia tanta gente vestita da Babbo Natale, anche se un bambino di media-bassa intelligenza capisce al volo che tutti 'sti Babbi in giro... arrivo quasi a sopportare addirittura i beceri film di Natale con Babbo Natale disoccupato, la Befana zoccola e così via... ma LO ZAMPOGNARO NO! E che ci posso fare, è più forte di me: passeggi per strada, magari sei pure al lavoro e non puoi stare dieci minuti continuativi senza sto cacchio di multipiffero spaccacoglioni! ECCHEC...! Propongo una petizione: diecimila firme per abolire gli zampognari sulle strade: chi proprio proprio li vuole, si faccia coibentare acusticamente la casa e se li ingaggi per i fattacci suoi... magari a pranzo, con sei o sette Babbi Natale e tre o quattro Befane al tavolo , che non guastano mai!
- Arrestato un uomo che, cantando a squarciagola “A NATALE PUOOOIIII… FARE QUELLO CHE NON PUOI FARE MAAAAIIIIII….” si agirava completamente nudo con evidente erezione, peraltro di considerevole entità secondo le dichiarazioni di alcune signore intervistate in loco…
- …e se paghi ratealmente a partire da marzo, ad interessi zero, maxi-sconto del 15 %! Se invece proprio ti ostini a voler pagare in contanti… cazzo, allora ci costringi proprio a trattarti male: niente offerte e maxi-randellata sui denti con tanti auguri di buon Natale.
- Incredibile promozione: LCD 32 pollici a bassissima definizione ad euro 1440,00!!! Dice: ma se HD costa 1100,00!?! Sì, ma finalmente, con la bassa definizione, potrai vedere i tuoi programmi preferiti alla giusta risoluzione anche se non hai SKY, barbone!
- La cucina era sparita… al suo posto c’erano gli Uomini della farina… ma al mattino erano scomparsi…. Devo cambiarlo ‘sto cazzo di Pusher!
- Piano pianooo… buono buonoooo… piano piano buono buonooooo… nononono: io devo DAVVERO cambiare pusher!
- Al tavolo d’un ristorante, il cameriere alla cliente proprietaria dell’auto dei suoi sogni:
“Scusi… cosa si prova a guidarla?”
“QUESTO!” (bacio… “mozzafiato”)
“Ah, puzza di aglio?.. strana macchina!”.
Premesso che il post precedente era solo un grido di rabbia ispirato dalla bella iniziativa di Drinkcafè, ammetto che leggendo il commento di Isabella mi sono reso conto che l’argomento è difficilmente liquidabile con un semplice urlo dichiarante “IO NON CI STO”… la Mafia è l’antagonista della civiltà, il suo alter ego, la sua faccia nera ed innominabile, la realtà dietro l’angolo, la verità che t’aspettavi e non osavi dichiarare, il buio che attende paziente che la luce non sia più, è la vita non essendola, è la morte da vivi, è il Potere che non ha la forza di esserlo senza forza, è il Porsche che strombazza dietro ad una Panda col vecchietto stordito alla guida, è l’autista del Porsche che evade il fisco ma paga il pizzo… eppure dinanzi a tale affermazione mi blocco e penso ad Emma Dante, autrice teatrale palermitana, la quale dice: “Annientare il fenomeno mafioso è compito dello Stato, della magistratura, delle istituzioni. Pretendere che un commerciante palermitano non paghi il pizzo, rifiuti di soccombere al ricatto dei mammasantissima, è un'ipocrisia. Se questo commerciante non gode di alcuna protezione da parte delle forze dell'ordine, chiedergli un comportamento del genere significa votarlo al martirio. Io credo nel lavoro dei magistrati, della polizia e dei carabinieri, innanzitutto. Poi è ovvio che, in parallelo, si debba intervenire sulla mentalità della gente, facendo tutto il possibile per estirpare l'abitudine all'omertà e la violenza dell'individualismo. Non basta, tuttavia, ragionare in termini sociologici.”… e allora penso: ha ragione! Però ha pure torto… solo che ha torto da un punto di vista insensato, cioè da quello utopico… volgarizzando ed estendendo il concetto si potrebbe tranquillamente affermare che se ciascuno di noi rinunciasse alle sue “ricchezze”, dalle vacanze all’estero ai troppi panettoni che finiscono buttati via, il mondo potrebbe sconoscere la povertà… estremizzando un concetto già evidentemente utopico (e quindi irrealizzabile) si ottiene la realtà sulla mafia: chi si oppone muore o perde tutto, quindi non si oppone… chi lo fa viene ricordato come eroe, ma non si può chiedere ad un Popolo di votarsi all’eroismo, gli si può chiedere appoggio, ma appoggio significa che esista qualcosa da appoggiare… insomma: come si può credere a chi finge di combattere se stesso? “Quindici anni fa, vent'anni fa, nel periodo della guerra tra cosche a Palermo e poi degli omicidi di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino, offendere il mafioso, anche solamente con le parole, era un atto di accusa potenzialmente pericoloso, un forte gesto di rottura. Ancora prima, a causa della sua ostinazione nel denunciare i boss, aveva perso la vita il giovane Peppino Impastato. Oggi, tutto questo è acqua passata. Ai giorni nostri, i mafiosi se ne fregano di chi parla male della loro organizzazione. Anzi, fanno campagne contro la mafia, investono denaro in attività di denuncia, perché non hanno più bisogno di proteggersi come in passato. Il punto è che, fino a pochi anni fa, il boss era quello che incontravi mentre guidava contromano per le vie di Palermo, e con cui non osavi discutere per paura. Oggi il capomafia si è ripulito, ha abbandonato gli abiti del cafone, non commette infrazioni e gira con la macchina blu per le strade di Roma. La mafia ha insegnato un metodo, e continua a tenere in vita l'humus indispensabile perché questo metodo possa essere efficace per molto tempo ancora. Però, si è trasferita ai piani alti della politica.”… sono ancora parole di Emma Dante, ma sono anche il pensiero di chi vorrebbe almeno gridare “IO NON CI STO”, ma vorrebbe farlo al fianco di un Potere antagonista della criminalità, un Potere che non abbandoni i suoi rari eroi… Grazie Paolo, grazie Giovanni… non eravate soli, ma la compagnia era inutile allo scopo se chi doveva esserci c’era anche lui, ma dalla parte sbagliata… io so cosa vuol dire non sentirsi pronti all’eroismo: in prima persona ho operato rinunce pur di costruirmi un futuro, ma sento di avere la coscienza a posto: rinunciando a qualcosa a cui tenevo molto ho potuto almeno tirarmi fuori dai giochi prima di pagare la puntata di una mano già persa in partenza a vantaggio esclusivo di chi s’ingrassa con la rendita di quest’assurdo Casino. Io non ho vinto, ma per quanto mi riguarda, il Casino può anche chiudere.