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giovedì, 31 maggio 2007

Affronti la vita come un combattimento, ogni giorno sul ring, le prendi, le dai, il lavoro come una guerra, a volte t’annoi, a volte non hai neanche il tempo per pensare al concetto stesso di noia, troppo spesso la pressione è quella di una trincea e devi dimostrare quotidianamente d’essere in grado di restare vivo, pena: la morte... poi incontri un vecchio amico, uno di quelli che vedi poche volte ma che ogni volta è come averlo incontrato una settimana prima... ed invece è passato più d’un anno. E’ una di quelle persone di cui simpaticamente si dice, parlandone ad altri: “E’ completamente pazzo!”... vive a Torino, Jacopo, ha rinunciato a fare il magistrato pur avendone vinto il concorso, lavora 5-6 mesi l’anno come imbianchino e nell’altra metà dell’anno viaggia da solo in bici. Il suo ultimo viaggio s’è spinto sino in Senegal. Inizi a parlare con lui con un sorriso sornione da uomo che ha davanti un simpatico mattacchione e finisci per sentirti un vero coglione rimasto ingabbiato nei meccanismi per nulla obbligatori di una società che t’ha solo fatto credere “normale” l’assuefazione alla follia della quotidianità. Poni domande che ti sembrano ovvie e lui ti risponde con altrettanta ovvia “anti-logica occidentale” lasciandoti stampato in bocca quello stupido sorrisino da schiavo inconsapevole. Non ostenta saccenza, anzi... ti risponde con la sua logica senza farti sentire “giudicato”, al massimo tenta di capirti e quindi farsi capire consapevole che l’unico mezzo per comprendersi è confrontarsi con apertura mentale senza barriere di sovrastrutture dogmatiche che conducono ad anche inconsapevoli, ma comunque devastanti, “so tutto io, son giusto io”.
Ogni volta che lo incontro mi dico: “Devo fare in modo di approfondire questi dialoghi con Jacopo, non si può buttar via l’occasione di crescere quando conosci un uomo che quando gli chiedi quali siano le comodità che gli mancano in viaggio ti risponde “I LIBRI”... che ti dice che accampato in pieno deserto, da solo, di notte, con una bici come unico mezzo di locomozione, s’è trovato nel centro del passaggio d’una mandria di bufali in corsa che scansavano la sua tenda e che non c’è da aver paura perchè hanno una vista straordinaria... che, incredibile ma vero, tutti pensano che l’Africa sia pericolosa e che l’Italia sia tranquilla e sicura, ma a lui l’anno scorso la bici l’hanno rubata a Torino, mica in Africa... che lui vive con 2 (DUE!) euro al giorno durante i suoi viaggi anche perchè spesso nei villaggi trova vitto e alloggio barattandoli col suo lavoro...” ... me lo dico ogni volta ma poi me ne dimentico finchè non lo incontro nuovamente durante un suo viaggio a Catania (logicamente non prende nè treno nè aereo per venire a trovare i parenti siciliani!). Ma stavolta NO! Gli ho chiesto se per lui va bene il proseguire tali dialoghi anche via mail e lui mi ha anche promesso l’invio dei suoi diari di viaggio, quando tornerà a Torino... ed io gliene sono enormemente grato sin da adesso!
Certe gabbie non possono aprirsi più ed uscendone dopo perenne permanenza puoi solo morire perchè ormai non sai più volare, ma almeno si può tentare di non ostruire volutamente le grate con muri foderati da finto auto-compiacimento... e forse può essere un po’ come volare.

Postato da: tremori a 01:05 | link | commenti (2) |
voler volare

venerdì, 04 maggio 2007

Nasce un nuovo rivoluzionario test per conoscere il sesso del nascituro dopo appena sei settimane dal concepimento. Evvabbè, diranno in molti... che figata, diranno altri... ANATEMA, riescono a dire alcuni... MINCHIA, dico io, e perchè mai dovrebbe essere paragonato a “sostituirsi a Dio” scoprire con 14 settimane di anticipo rispetto al solito esame ecografico se il pargolo sarà maschio o femmina? Vado a leggere l’articolo e... beh, leggo che questo test viene reputato PERICOLOSO in quanto si rischierebbe una crescita esponenziale degli aborti in quanto si presume che il mondo sia pieno di coppie che sono pronte ad affrontare un aborto se il figlio dovesse rivelarsi del sesso indesiderato... un po’ come dire che, se avessi saputo a che cazzate andavo incontro leggendo l’articolo in questione, avrei evitato di leggerlo... ma anche come dire “I BAMBINIIIII... QUALCUNO PENSI AI BAM-BI-NIIIII”.... oppure come dire “Oh, noi esistiamo eh! Siamo l’associazione antiabortista “Gli amici del Papa” e vigiliamo su di voi, non dimenticatelo mai! A proposito di amici, non è che ci sarebbe qualche soldino per una tale benefica, religiosa e quindi GIUSTA associazione? GRAAAASSIEEEE!!!”.

Postato da: tremori a 20:27 | link | commenti (3) |
strano quindi vero, notiziuole