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mercoledì, 08 giugno 2005

                                              Cappuccetto Rosso
 
C’era una volta una ragazzina molto stressata perché la sua mamma e la sua nonna la usavano a mo’ di pallina da ping-pong. Ella era infatti il pendolino ufficiale della famiglia poiché l’auto era sempre dal carrozziere a causa della pressocchè totale cecità della nonna. Durante l’ultimo incidente, la nonna subì anche la frattura di entrambi i femori, restando paralizzata per il lungo periodo di degenza seguitone.
A causa dello stress, le lunghe chiome della bimba si erano di gran lunga diradate, sino ad arrivare ad una alopecia areata. Da quel momento, la vanitosa bimba indossò perennemente un cappuccetto rosso.
Durante una delle sue trasferte “mamma-nonna”, stracarica di pagnotte, vino buono, carne Simmenthal o Tinsemmhal, non ricordava mai, la povera bimba sentì un fruscio e si illuse di essere seguita: era forse il biondino della porta accanto? O forse l’aitante panettiere? Nooo! Era un lupo!!! Eppure… a ben guardare… era un muso conosciuto… Ma sì! L’aveva visto in TV durante le proposte commerciali del mattino alle quali era brutalmente e sadicamente sottoposta quotidianamente dalla dolce, teledipendente, cecata nonnina. Era lui, non c’erano dubbi: “Salve sono Cesare Ragazziiiiii”, ululò.
Cappuccetto Rosso: “Ma non credi di avere un po’ esagerato col tuo metodo tricologico?”
Cesare Ragazzi: “Ebbene sì… è una lunga e triste storia… ero bello, ricco e famoso, quando un giorno inciampai e mi ritrovai all’interno del pentolone dell’”Ormone Granpelone Capellone Grancrescione”. Da allora rimasi senza lavoro ed emarginato. Neanche a Cinecittà mi vollero come controfigura di “Rintintin XXVIII” o in “Mariangela e l’Uomo Lupo contro Fantozzi”. Solo qui trovai rifugio: tra il lupi di questa sciagurata foresta… e a dire il vero, anche loro mi schifano un po’…”
C. R.: “Ma… allora i tuoi problemi si sono in qualche modo risolti… se solo riuscissi a farti schifare un po’ meno almeno dai tuoi… ehm… simili”
C. R. (sì, lo so, il fatto che sia Cappuccetto Rosso che Cesare Ragazzi abbiano le stesse iniziali complica orrendamente le cose in fatto di abbreviazioni…): “Manco ppe’ niente! Il mio ululato è più innocuo del ragliare di un asino! Le galline mi beccano dietro e le oche mi starnazzano davanti… e tutto sommato va già bene che non sia il contrario! Sono proprio un fallito: anche i lupi si vergognano di me!”
C. R.: (lo dicevo, prima, in merito al fatto delle iniziali…): “Devo ammettere che come licantropo sei decisamente ridicolo…”
Cesare Ragazzi piange, “ululala” e si dispera. Cappuccetto Rosso, intanto, apparentemente intenerita ma esclusivamente interessata, cominciò ad elaborare un diabolico piano.
 “Caro… lupo, per così dire… entrambi abbiamo un problema. Dalla nostra coalizione giungerà la soluzione!” disse la malefica bimba accennando un passo di danza e cantalenando (aveva già fatto la majorette per la scuola dove giocava il biondino di cui sopra…).
Fu così che Cesare s’impegnò, in cambio di un’adeguata propaganda sulla sua acquisita ferocia, ad eliminare la dolce, teledipendente, cecata, logorroica nonnina. Ma come fare? Eseguì svariati tentativi, ma grazie alla sua teledipendenza, la nonnina si salvò ogni volta.
Al primo tentativo, Cesare, entrando in casa di soppiatto, spalancò le fauci dinanzi alla nonna la quale, prontamente, gli rispose: “Problemi di placca? Non è mai troppo tardi: Strigliadent” infilandogli il tubetto di dentifricio in bocca… per poco il povero “lupo” non ci restava strozzato!
Al secondo tentativo provò col gas, ma la casa era dotata del salvavita Beghelli.
Il terzo tentativo mirava all’avvelenamento: iniettò della tintura di iodio nelle condutture dell’acqua. Cesare non poteva sapere, infatti, che in casa era installato Acquapur, il depuratore infallibile.
Stanco e sconsolato stava per abbandonare il campo e, da solito imbranato, inciampò nella prolunga telefonica staccando la linea durante la diretta con la trasmissione “La Zingara e i Pacchi Vostri”; montepremi: un milione di euro, una crociera ai Caraibi con Paolo Bonolis ed una fornitura vitalizia di verdurina “Valle dell’Orco”, della quale la nonnina andava matta.
Nonna: “Le ciliegie! Una tira l’altra sono le ciliegie, pronto, pronto, PRONTO!”
Stadi della nonnina: stupore, angoscia, panico, agonia, epilessia, morte apparente per crepacuore.
Cesare fu a questo punto preso dal rimorso e si tuffò sulla nonna praticandole una prodigiosa respirazione bocca a bocca che riportò in vita la dolce, teledipendente, cecata, logorroica, ammorbante nonnina. Il gioco era fatto: si innamorarono a causa di un’inimmaginabile nonché misteriosa alchimia. Cappuccetto Rosso era libera! Adesso il suo posto era stato preso dall’ex lupo Cesare che, schiavizzato e stressato a dovere in nome dell’amore, cominciò a perdere il folto mantello divenendo, in breve, completamente glabro. Era tornato ad essere un uomo calvo, ma un uomo calvo col telecomando.
 

Postato da: tremori a 21:43 | link | commenti (7) |
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