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utente anonimo in Ma poi cosa dovrebbe...
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E’ inutile opporsi, non ci si può fare nulla: la mania prettamente umana di catalogare e classificare vince sempre sul razionale pensiero: “ma chi se ne frega?”. Così, qualche sera fa, ci ritrovammo con alcuni amici, tra i quali Far Off Grace, a discutere su quali fossero gli album da avere assolutamente ed immancabilmente e tentammo di stilare una sorta di decalogo... e scoprimmo che si tratta di un’impresa titanica, a meno di inserire 200 album (e quindi che decalogo sarebbe?) oppure d’inserirne talmente pochi da escludere autentici capolavori... sì, lo so, torna sempre in mente il razionale “MA CHI SE NE FREEEGAAAAA???”, ma ormai la frittata è fatta, mi frulla nel cervello ‘sta cosa e DEVO partirire ‘sto benedetto elenco... solo che non si tratterà di un decalogo, bensì di un “Non puoi continuare a vivere se non conosci-ascolti-possiedi i seguenti album”... è chiaro che rimarranno fuori album d’importanza incommensurabile nonchè di una bellezza indicibile... è inoltre chiaro che saranno ben più di dieci (quindi, comunque non un decalogo...)... è altresì evidente che trattasi un giudizio soggettivo, ma resta il fatto che secondo il sottoscritto NON PUOI CONTINUARE A VIVERE SE NON CONOSCI-ASCOLTI-POSSIEDI I SEGUENTI 70 ALBUM:

A volte pensi: ma sono questi quelli che saranno “adulti” quando io sarò da loro chiamato “vecchio”, magari con una punta di presuntuoso disprezzo? Sono questi quelli sui quali si fondano le speranze di un futuro migliore, nelle cui mani lasciare il pesante fardello dell’Umanità e l’inumano compito di recuperare i troppi errori commessi dalle generazioni precedenti? A volte pensi: allora siamo nella merda!
Ma poi... a Catania vedi che, durante un concerto/spettacolo meraviglioso della PFM un buon numero di ragazzini vanno in visibilio di fronte a quelli che sembrano essere loro Miti... ed io, innocente ingenuo, faccio pace col mondo... con buona pace della logica e del buon senso, forse trainato dagli Stati d’Immaginazione deliziosamente propinatomi in un Sogno da sveglio.
P.S.
Lassù, dove vedete scritto "pfm" dovrebbe esserci una foto del concerto... c'era, in effetti, fino a poche ore fa... ma Splinder ha deciso che, per ora, ci stava meglio una bella scritta "pfm", così mi dico: ma chi sono io per andargli contro? E lascio che sia...
Pochi giorni fa chiaccheravo con un amico musicista (ma anche collega d'ufficio...) su quanto sia difficile esprimere a parole alcuni concetti che si comprendono solo se condivisi da chi ci ascolta\legge... lo spunto nacque dal fatto che lui mi disse che voleva scrivere sul blog del suo gruppo, i Time Haven Club (che hanno al loro attivo un capolavoro di cui mi vanto d'avere il cd che mai vide la “luce”... per la serie “Sliding Doors”: se certe cose fossero andate diversamente, invece di conoscere Enzo personalmente, oggi lo conoscerei soltanto attraverso la televisione, la radio, i suoi cd....), un post che parlasse dei Pink Floyd e di come, quasi inspiegabilmente, non ci si stanchi MAI delle loro opere, nemmeno dopo vent'anni consecutivi di ascolti quantomeno settimanali, di come ciò non accada con nessun altro artista anche quando un suo lavoro ti colpisce molto e lo ascolti ripetutamente anche per mesi... gli dissi: “ No Enzo, non verrebbe capito... il lettore non appassionato di Musica penserebbe che si tratti del solito, esagerato elogio da parte di un fan... verrebbe equiparato ad un elogio espresso in favore a Laura Pausini!”... devo dire che questo paragone lo ha immediatamente bloccato frenandogli ogni tipo di intento in merito a tale post!
...ma in effetti ha ragione, c'è qualcosa di strano e meraviglioso, qualcosa di magico e misterioso negli album dei Pink Floyd (almeno sino a “The Final Cut”, senza nulla togliere alla qualità comunque presente nei lavori del periodo post-Waters!) che li pone al di là del concetto di Musica stessa collocandoli in una zona tra il creato e l'innato come se si parlasse di un tramonto o di una luna piena: si ripete l'ammirazione di essi senza mai pensare che potevano non esistere né che potresti un giorno non volerne più godere... tutto il resto è musica!