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mercoledì, 04 luglio 2007

Ok, io lo dico: Catania è bella. Dei suoi problemi ho parlato e ne parlerò, ma resta il fatto che è davvero bella! Proprio per questo mi da ancor più fastidio vederla trattata male, spesso decisamente sporca, con le strade meno spazzate di qualche anno fa… ma resta il fatto, se non si fosse capito, che CATANIA E’ BELLA! A volte mi immagino di essere un turista, aggirandomi per le vie della mia città, tentando il difficile disuassefarmi da immagini troppo familiari per essere centellinate come si fa, appunto, quando si visita un luogo nuovo. Mi immagino le impressioni che avrei se fossi a Catania in qualità di turista… e penso che ne rimarrei abbagliato, affascinato, irrimediabilmente contagiato dalla sua vita, dal suo barocco, dal suo mare diverso a seconda del versante di costa scelto (sud, Playa: sabbia; nord, Scogliera: rocce vulcaniche)... ma forse penserei anche qualcosa del tipo “Perle ai Porci, l’avessimo noi una simile città la renderemmo il fulcro del turismo in Italia, la coccoleremmo come merita, invece questi zotici guarda come la trattano!”... perchè è vero che l’amministrazione comunale sotto Scapagnini ha fatto scempio del fulgore che Catania aveva raggiunto nell’epoca della sua splendida Rinascita, quando in tutta Italia si parlava di questa città come di una sua piccola Barcellona con la sua movida notturna, il suo fervore culturale... ora tutto langue, a partire dalla sparizione dei concerti patrocinati a costo quasi zero che incontravi quasi in ogni angolo della città, sino ad arrivare all’incuria evidente di alcune zone come il lungomare della scogliera... ma è anche vero che a contribuire considerevolmente a tale degrado sono anche (e soprattutto) i molti catanesi incivili che mi vergogno d’avere come concittadini... è vero, le strade vengono pulite meno di 8 anni fa, ma quel sacchetto della spazzatura gettato sugli scogli del lungomare ce lo hai gettato proprio tu che ti lamenti della scarsa manutenzione della tua città, o s’è autoprodotto da se materializzandosi proprio lì, sotto i tuoi occhi critici ma ciechi di fronte alle tue stesse mani? E tutto il ciarpame che fa orrenda vista di se tra uno spartitraffico e l’altro chi l’avrà mai gettato lì, eh? Ok, potrebbe essere rimosso con più frequenza, ma PERCHE’ fregarsene in modo così animalesco dei propri gesti mentre si criticano con solerzia le comunque evidenti carenze dell’amministrazione comunale? Mi sorge la cara vecchia domanda da maestrina all’alunno: ma tu a casa tua fai così, getti tutto per terra e ci vivi sopra finchè qualcuno non pulisce? E poi ti lamenti anche della scarsa frequenza delle pulizie di casa? Ma PERCHE’ dobbiamo sempre essere inferiori quando abbiamo tra le mani qualcosa di così evidentemente SUPERIORE, eh??? PERCHE’???
Resta comunque il fatto, se non si fosse ancora capito, che Catania è, comunque, davvero ECCEZIONALMENTE BELLA... nonostante un considerevole numero di catanesi.

Postato da: tremori a 22:30 | link | commenti (5) |
italia, sicilia, politica o quasi

sabato, 03 febbraio 2007

Non avevo parole... non ho parole... le ha per me FarOffGrace dal quale copio e incollo integralmente:

"Filippo Raciti è morto! Filippo Raciti non c’è più! E’ M O R T O! Filippo ieri sera non ha trovato il suo “CUNOTTO” (fatevelo spiegare se volete) tra le calde lenzuola di casa sua, magari con la testa ancora intasata di rabbia, fumo e immagini che non avrebbe voluto vedere. Filippo Raciti non è passato a guardare i suo due figli dormire pensando che nessuno di loro da grande farà il lavoro di papà…non ha dovuto sopportare lo sguardo imbronciato e con ancora la preoccupazione impressa sul volto di sua moglie…forse non ha neanche avuto il tempo di pensare: “…di servizio allo stadio mai più…”.
Filippo Raciti è stato ucciso da balordi delinquenti primitivi individui che forse, purtroppo con il calcio non c’entrano nulla.
Non è stato un Derby ad uccidere Filippo Raciti, ma è stata la parte malata di Catania, quella parte che mi fa vergognare di essere un catanese, quella parte enorme di disperati senza speranza che ogni mattina si svegliano a malapena sopra una Catania già attiva, un tantino meno bella ogni qualvolta uno di questi apre gli occhi.
Il presidente Pulvirenti ha detto no ad i balordi che volevano gestire la stadio, ha detto no a biglietti omaggio, ha detto no a trasferte pagate dalla società a questa MERDA di “Primati del Male”, che tra un pizzo e l’altro, tra un racket e l’altro, si preoccupavano di calcio, le “Famiglie” che lo dovevano “curare” , il bar, la “sicurezza”…
Filippo Raciti è stato vittima anche e soprattutto di questo, e davanti ai telegiornali di tutta italia più volte ho pensato: “ se avessi davanti i suoi genitori, sua moglie, i suoi figli…avrei il coraggio di guardarli in faccia?”
Provo rabbia e tanta vergogna, forse la stessa che proverà il prete che dirà messa in onore di Filippo, l’unica differenza è che il prete dirà comunque che Filippo è stato chiamato dal signore…………..
Se esiste una Giustizia Divina, allora per ogni brava persona che prematuramente viene chiamata a se da DIO io mi aspetto che per compensazione l’indomani 1000 di quei balordi riceva la stessa chiamata!
Ciao Filippo,
una piccolissima parte di una Catania che ti piaceva!"

Postato da: tremori a 20:39 | link | commenti (1) |
italia, sicilia

mercoledì, 24 gennaio 2007

pfm
A volte pensi: ma sono questi quelli che saranno “adulti” quando io sarò da loro chiamato “vecchio”, magari con una punta di presuntuoso disprezzo? Sono questi quelli sui quali si fondano le speranze di un futuro migliore, nelle cui mani lasciare il pesante fardello dell’Umanità e l’inumano compito di recuperare i troppi errori commessi dalle generazioni precedenti? A volte pensi: allora siamo nella merda!

Ma poi... a Catania vedi che, durante un concerto/spettacolo meraviglioso della PFM un buon numero di ragazzini vanno in visibilio di fronte a quelli che sembrano essere loro Miti... ed io, innocente ingenuo, faccio pace col mondo... con buona pace della logica e del buon senso, forse trainato dagli Stati d’Immaginazione deliziosamente propinatomi in un Sogno da sveglio.

P.S.

Lassù, dove vedete scritto "pfm" dovrebbe esserci una foto del concerto... c'era, in effetti, fino a poche ore fa... ma Splinder ha deciso che, per ora, ci stava meglio una bella scritta "pfm", così mi dico: ma chi sono io per andargli contro? E lascio che sia...

Postato da: tremori a 16:01 | link | commenti (5) |
musica, italia, sicilia

giovedì, 28 dicembre 2006

Ho già accennato al grosso problema di salute avuto da mia madre ad agosto. Per GROSSA fortuna non solo è viva ma cammina, è perfettamente lucida mentalmente… insomma, sta tornando ad una vita normale. Unico GROSSISSIMO problema: la vista. Ha già subito una operazione ad un occhio, forse dovrà subirne altre, sicuramente una all’altro, indubbiamente dovrà fare molte visite mediche, certamente acquisterà tanti farmaci. Mia madre ha diritto all’esenzione del pagamento di farmaci e ticket, “esenzione per patologia” è il nome tecnico-burocratico. L’Italia è, tutto sommato, un paese dove la sanità è presente, gli assistiti hanno dei diritti e lo Stato dei doveri nei loro confronti. Ma, a volte, è la scarsa applicazione pratica dell’ottima teoria a difettare parecchio in questa simpatica Nazione.
I fatti: mia madre si reca all’ASL di Bologna dove ha il libretto sanitario provvisorio, le spiegano che ha diritto all’esenzione ma che la pratica va svolta nell’ASL relativa alla residenza, cioè a Catania. Vado all’ufficio esenzione di Corso Italia, a Catania, e “No no no, qui non possiamo fare nulla! Sua madre ci risulta residente a Bologna!”, dico “ma no, mia madre vive a Bologna, lì ha il libretto sanitario provvisorio, forse a voi risulta questo, ma di certo è residente a Catania!” e lui “Beh, comunque io non posso fare nulla finchè qui – indica il monitor – esce BO-LO-GNA!”… “Che faccio? Lì non gliela fanno, qui non me la fate… che faccio?”… “Può andare all’ufficio anagrafe assistiti e far cambiare, con un certificato di residenza, la residenza che mi risulta qui – indica ancora il monitor – ma comunque mi sembra strano, eh… dovrebbe risultare la stessa cosa anche a Bologna e dovrebbero farla loro l’esenzione, eh!”. Dico a mia madre di riprovare a Bologna specificando quanto dettomi dall’impiegato di Catania, lei ci torna e loro le forniscono addirittura l’articolo di legge secondo il quale DEVONO farla a Catania! Torno all’ufficio di Catania (con gli ovvi problemi di tempo legati al fatto che gli uffici aprono agli orari in cui si lavora… ma mi chiedo: secondo loro bisognerebbe prendere giorni di ferie ogni volta che si deve usufruire di qualunque ufficio pubblico? Aprire ad orario continuato dalle 7 alle 19 no, eh? Mah!) dove trovo un altro impiegato il quale subito mi avvisa che “No no no, l’esenzione deve farla a Bologna…” ma io lo stoppo al volo citandogli l’articolo di legge secondo il quale deve farlo lui! E’ disponibile, poveretto… nulla da dire… mi chiede il certificato medico “Vediamo che si può fare…” e poi “Eh, ma non esiste un’esenzione per patologia quale l’aneurisma cerebrale! Mi dispiace!” e lo dice scorrendo il dito su un elenco cartaceo da anni ’20… m’incazzo. “Ma, scusi, se ho la pressione alta ho l’esenzione, se invece ho avuto un’aneurisma e devo fare decine di visite mediche, interventi chirurgici, acquistare infinità di farmaci lo Stato mi risponde CAZZI TUOI ?!?”… “No, beh, cazzi tuoi lo dice lei… il fatto, vede, è che non esiste proprio un codice per questo tipo di patologia e se non inserisco un codice nel computer non posso procedere con l’emissione dell’esenzione…”, “Ma io non posso crederci che non esiste un modo, mi scusi, a Bologna hanno detto che lei HA DIRITTO a quest’esenzione… magari il medico deve fare un altro tipo di certificato e lei può dirmi cosa le serve che ci sia scritto per corrispondere ad una specifica sigla, non so, insomma, mi sembra assurdo!”… “Vabbè, lei è libero di non crederci, ma io che ci posso fare, eh?” ma lo vede che mi sto incazzando davvero… peraltro, è davvero dispiaciuto, poveretto… chiama qualcuno al telefono che subito gli fa notare che esiste la codifica esatta per tale patologia… lui, un tantino rosso in viso, gli risponde “Ah, ma è proprio GENERICO, così: aneurisma… ma dove dove… ah, qui… vabbè, ma è GENERICO!”. Chiude, mi fa l’esenzione. E’ convinto di farmi una cortesia. Io ho ottenuto l’esenzione per mia madre, glielo lascio credere, poveretto… che mi costa, non lo stava facendo mica apposta a fare in modo che, se io non mi fossi incazzato, mia madre sborsasse chissà quante centinaia di euro che aveva il pieno diritto di non pagare… me ne vado ringraziandolo: ho fatto la mia buona azione natalizia e di fine anno… e vale almeno per tre anni.

Postato da: tremori a 21:41 | link | commenti (1) |
italia, sicilia, natale, strano quindi vero

martedì, 05 dicembre 2006

Premesso che il post precedente era solo un grido di rabbia ispirato dalla bella iniziativa di Drinkcafè, ammetto che leggendo il commento di Isabella mi sono reso conto che l’argomento è difficilmente liquidabile con un semplice urlo dichiarante “IO NON CI STO”… la Mafia è l’antagonista della civiltà, il suo alter ego, la sua faccia nera ed innominabile, la realtà dietro l’angolo, la verità che t’aspettavi e non osavi dichiarare, il buio che attende paziente che la luce non sia più, è la vita non essendola, è la morte da vivi, è il Potere che non ha la forza di esserlo senza forza, è il Porsche che strombazza dietro ad una Panda col vecchietto stordito alla guida, è l’autista del Porsche che evade il fisco ma paga il pizzo… eppure dinanzi a tale affermazione mi blocco e penso ad Emma Dante, autrice teatrale palermitana, la quale dice: “Annientare il fenomeno mafioso è compito dello Stato, della magistratura, delle istituzioni. Pretendere che un commerciante palermitano non paghi il pizzo, rifiuti di soccombere al ricatto dei mammasantissima, è un'ipocrisia. Se questo commerciante non gode di alcuna protezione da parte delle forze dell'ordine, chiedergli un comportamento del genere significa votarlo al martirio. Io credo nel lavoro dei magistrati, della polizia e dei carabinieri, innanzitutto. Poi è ovvio che, in parallelo, si debba intervenire sulla mentalità della gente, facendo tutto il possibile per estirpare l'abitudine all'omertà e la violenza dell'individualismo. Non basta, tuttavia, ragionare in termini sociologici.”… e allora penso: ha ragione! Però ha pure torto… solo che ha torto da un punto di vista insensato, cioè da quello utopico… volgarizzando ed estendendo il concetto si potrebbe tranquillamente affermare che se ciascuno di noi rinunciasse alle sue “ricchezze”, dalle vacanze all’estero ai troppi panettoni che finiscono buttati via, il mondo potrebbe sconoscere la povertà… estremizzando un concetto già evidentemente utopico (e quindi irrealizzabile) si ottiene la realtà sulla mafia: chi si oppone muore o perde tutto, quindi non si oppone… chi lo fa viene ricordato come eroe, ma non si può chiedere ad un Popolo di votarsi all’eroismo, gli si può chiedere appoggio, ma appoggio significa che esista qualcosa da appoggiare… insomma: come si può credere a chi finge di combattere se stesso? “Quindici anni fa, vent'anni fa, nel periodo della guerra tra cosche a Palermo e poi degli omicidi di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino, offendere il mafioso, anche solamente con le parole, era un atto di accusa potenzialmente pericoloso, un forte gesto di rottura. Ancora prima, a causa della sua ostinazione nel denunciare i boss, aveva perso la vita il giovane Peppino Impastato. Oggi, tutto questo è acqua passata. Ai giorni nostri, i mafiosi se ne fregano di chi parla male della loro organizzazione. Anzi, fanno campagne contro la mafia, investono denaro in attività di denuncia, perché non hanno più bisogno di proteggersi come in passato. Il punto è che, fino a pochi anni fa, il boss era quello che incontravi mentre guidava contromano per le vie di Palermo, e con cui non osavi discutere per paura. Oggi il capomafia si è ripulito, ha abbandonato gli abiti del cafone, non commette infrazioni e gira con la macchina blu per le strade di Roma. La mafia ha insegnato un metodo, e continua a tenere in vita l'humus indispensabile perché questo metodo possa essere efficace per molto tempo ancora. Però, si è trasferita ai piani alti della politica.”… sono ancora parole di Emma Dante, ma sono anche il pensiero di chi vorrebbe almeno gridare “IO NON CI STO”, ma vorrebbe farlo al fianco di un Potere antagonista della criminalità, un Potere che non abbandoni i suoi rari eroi… Grazie Paolo, grazie Giovanni… non eravate soli, ma la compagnia era inutile allo scopo se chi doveva esserci c’era anche lui, ma dalla parte sbagliata… io so cosa vuol dire non sentirsi pronti all’eroismo: in prima persona ho operato rinunce pur di costruirmi un futuro, ma sento di avere la coscienza a posto: rinunciando a qualcosa a cui tenevo molto ho potuto almeno tirarmi fuori dai giochi prima di pagare la puntata di una mano già persa in partenza a vantaggio esclusivo di chi s’ingrassa con la rendita di quest’assurdo Casino. Io non ho vinto, ma per quanto mi riguarda, il Casino può anche chiudere.

Postato da: tremori a 23:37 | link | commenti (3) |
sicilia, politica o quasi

sabato, 25 novembre 2006

Questo post scaturisce dall'iniziativa "IO NON CI STO" di Drinkcafè tendente a segnalare ciò che più di tutto ci irrita e che fatichiamo a sopportare...

Scrive
Beppe Grillo nel suo blog: “Campania, Calabria e Sicilia hanno già avviato e concluso la loro secessione… Sono ormai governate da movimenti secessionisti con il consenso di parte della popolazione. Hanno decine di migliaia di uomini armati… Controllano tutto. Territorio, economia, politica. Con discrezione e, quando serve, con le maniere forti…”… è vero… ed io NON CI STO! Non è possibile che non ci sia un’alternativa, non è possibile che le ingiustizie regnino sovrane, non è possibile che il margine d’operatività nell’intervento statale sulla criminalità “organizzatissima” sia pari a zero… è invece possibile che lo Stato sia il Nemico che si gonfia i polmoni con la nostra aria rubando consensi in base ad ipotetiche ideologie per un solo fine comune a tutte le facce sotto le diverse maschere… è possibile, sì… ed IO NON CI STO!

Postato da: tremori a 19:44 | link | commenti (7) |
sicilia, politica o quasi

lunedì, 30 ottobre 2006

                                     I SOLITI SOSPETTI

Eppure qualche sospetto lo nutrivano in tanti… e non solo in Italia… a dire il vero non erano solo semplici “sospetti”… per qualcuno erano vere e proprie certezze scientifiche… ma si sa, il disfattismo non porta da nessuna parte… ottimismo, solo con l’ottimismo si può andare avanti… di certo l’Impregilo avanti c’è andata davvero… e non di poco… resta il fatto che il Ponte sullo Stretto di Messina non si farà… quando i giapponesi (che sono i giapponesi), che avevano costruito un ponte lungo circa la metà ma senza ferrovie perché altrimenti sarebbe crollato tutto, seppero del nostro ponte con DUE ferrovie e lungo il DOPPIO del loro ebbero un pauroso sussulto… “vuoi vedere che gli italiani stanno per umiliarci?”… ma il sussulto è rientrato subito subito quando anche loro hanno capito che il nostro progetto non c’entrava NULLA con la reale costruzione di un ponte!
Tutti avevano capito che il ponte non si poteva costruire, tutti tranne lo Stato Ottimista il quale, banale dirlo, con i NOSTRI soldi (banale ma tremendamente VERO), ha stipulato un contratto con l’azienda “vincitrice” dell’appalto, la Impregilo, con la penale più alta della storia della nostra nazione in caso di mancato inizio dei lavori: 400 milioni di euro… non male come compenso per non fare nulla! Certo, sembra strano che da intercettazioni telefoniche tra Paolo Savona, all’epoca presidente di Impregilo, ed il suo amico economista Carlo Pelanda il primo si sbilanci con il secondo in merito alla certezza della vittoria… “… me lo ha detto Dell’Utri…”… ma intanto a noi NON fare il ponte è costato più di 500 milioni di euro includendo anche le spese per i molteplici “studi” sul progetto incluso quello sui peti dei gabbiani che svolazzano sullo stretto… 100 milioni di euro per centinaia di chili di carta e 400 milioni per chiedere scusa all’Impregilo… come si fa a non essere ottimisti?

Postato da: tremori a 20:33 | link | commenti (3) |
sicilia, politica o quasi, notiziuole

sabato, 02 settembre 2006

Esistono ancora luoghi sospesi tra la fantasia e la realtà, dove il miscelarsi di antico e moderno produce effetti inenarrabili, da gustare ed assaporare in tutte le sfumature di colori del giorno e della notte, dove il profumo del mare evoca immagini che miracolosamente si palesano concrete dinanzi a stupefatti occhi che ammirano un antico borgo di pescatori sorto intorno ad una tonnara ormai dismessa da anni, eppure così presente nella sua consistenza inutile bellezza, in evidente contrasto col dirimpettaio isolotto dove la bellezza di una casa rossa recentemente restaurata ospita la famiglia di Vitaliano Brancati in una villa che pare galleggiare sul mare di un porticciolo dove poter gustare granite di mandorla, caffè, fichi, melone colmando così tutti i sensi del corpo di piaceri troppo intensi per essere narrati con parole… Marzamemi è vera, ma sembra far parte di un film, sembra voglia sfuggirti di mano come un sogno quando t’accorgi di sognare… chiudi gli occhi, li riapri, lei è sempre là, tu sei sempre con la tua granita con panna e brioche dinanzi, alla tua sinistra il borgo antico e la sua tonnara, alla destra l’onirica abitazione di Brancati, una casa rossa letteralmente sul mare, e le barchette dei pescatori a pochissimi metri… incantevole restare immobili ad osservare tale scenario nell’ultima ora di luce del giorno, osservando il lento mutare dell’atmosfera in sincronia con il cangiare dei colori sino a ritrovarsi ad osservare ipnotizzati il raggio di un antico lampione che illumina il tratto di mare che vorrebbe trasportarti sino alla tonnara… ci vai alla tonnara, con una breve passeggiata nella quale si attraversa l’antica piazza, un portico ed eccoti pronto per un'esperienza unica: allontanarsi sul molo per poter osservare Marzamemi sfavillante di luci e posta stavolta dietro al suo porticciolo…
Ci si allontana leggermente e si raggiunge la Tonnara di Vendicari dove ci si trova immersi in un quadro di Dalì: colonne che s’innalzano verso il nulla, resti di Torre Sveva, antiche saline, strutture appartenenti alla vecchia Tonnara del ‘600 e che sembrano essere lì proprio per essere ammirate oggi in qualità di memorie tra il riflesso del mare e la vegetazione rigogliosa di una riserva amatissima anche da coloro che praticano bird watching… ma il bagno lo si fa più avanti, giunti alla meravigliosa Cala di Mosche dove, lasciandosi alle spalle l’impossibile scenario che mai la memoria potrà rimuovere, se ne incontra un altro che solo in pochissime spiagge d’Italia si ha la possibilità di vivere grazie al suo mare cristallino che bagna una sabbia fine e chiara posta tra due piccoli promontori che racchiudono la fetta di splendore nel quale nuotare muniti almeno di una maschera: imperdibili le immagini subacque ricche di piccoli pesci che a branchi si muovono sino a riva… ma è già ora di cena, si torna a Marzamemi, di fronte alla casa rossa di Brancati che sembra dover salpare l’ancora da un momeno all’altro, all’albergo Celeste dove il cous cous di pesce non potrà che regalare alla bocca il piacere antico di un piatto cucinato secondo tradizione, così come la caponata e le sarde a beccafico, per non parlare degli spaghetti al nero di seppia, alla bottarga e perfino alle uova di triglia… il palato ringrazierà per parecchio tempo e spesso avrà malinconia di quei sapori, sicuramente edulcorati dalla locazione magica e surreale… surreale come camminare in bilico tra due mari, lo Jonio ed il Mediterraneo, sulla spiaggia dell’Isola delle Correnti, poco dopo Portopalo di Capo Passero dove si trova un’altra suggestiva isoletta da non confondersi però con quella dei due mari, punto più meridionale d’Europa, perfino più a Sud di Tunisi. L’isola si può raggiungere praticamente a piedi, bagnandosi sino alla vita se la marea è bassa, e la sensazione sul corpo dello “scontro” tra i due mari è quantomeno suggestiva… non a caso si chiama “Isola delle Correnti”… può anche accadervi di trovarvi sul lembo di terra che funge da spiaggia per entrambi i mari con il Mediterraneo agitato da un lato e lo Jonio immobile dall’altro e restare in sconcertata contemplazione dinanzi alla rivelazione che la straordinaria bellezza di alcune cose può essere il motivo per cui vivere tutto il resto.

Postato da: tremori a 19:48 | link | commenti (9) |
sicilia

martedì, 30 maggio 2006

Conosco una Sicilia che vuole cambiare davvero… più o meno il 40 % della sua popolazione… conosco, invece, una Sicilia che votava Andreotti, poi Craxi, poi Berlusconi, poi Cuffaro… più o meno sono 300.000 voti, sempre gli stessi, da sempre… sì, sì, a questi si aggiungono altri voti, ma sono “variabili”, non uno zoccolo duro. Lo zoccolo duro possiede un potere che deriva dall’immobilità dei fatti, dalla stasi dei falsi cambiamenti, possiede la Sicilia. I voti “variabili” fatalmente iniziano a confluire all’opposizione del Potere, ma i 300.000 continuano a fare la differenza, continuano a riuscire nella loro auto-conservazione, continuano a fare in modo che coloro che vogliono cambiare davvero rimangano una minoranza… sempre meno sparuta, sempre più consapevole, sempre più incazzata all’indomani di una presa di coscienza già latente a livello d’inconscio collettivo ma che fa sempre molto male quando si palesa nel trionfo di un Potere solo apparentemente eterno… solo apparentemente!
Conosco una Sicilia che vuole cambiare davvero… e prima o poi CAMBIERA’ DAVVERO (forse)… oh, Claudio Lolli ha aggiunto “forse” alla fine di “Borghesia”… e chi sono io per contraddirlo nell’ipotesi d’un dubbio?

Postato da: tremori a 22:09 | link | commenti (5) |
sicilia

lunedì, 29 maggio 2006

Premetto che il mio rapporto col calcio è simile a quello che potrei avere con uno spettacolo del quale, neanche troppo assiduamente, sono spettatore… certo, però, che il CATANIA IN SERIE A… beh, ammetto di aver assistito alla partita di ieri (in TV, eh!) coi battiti un po’ accelerati… insomma, guardando lo spettacolo-bis fornito stavolta dai (più o meno) tifosi in giro per la città, mi si è piazzato in faccia un bel sorriso idiota da bambino alle giostre….solo un rammarico, una sorta di malinconia… un tempo l’appuntamento “classico” dei festeggiamenti era Piazza Europa, al momento semi-chiusa per lavori… e pensare che per moltissimi dei festeggianti di ieri a Piazza Duomo quella sarà sembrata una locazione “normale” perché, se interisti (:-P) e troppo giovani per poter ricordare la precedente promozione in A di 23 anni fa o il Mondiale vinto dall’Italia 24 anni fa, non hanno mai festeggiato nella “storica” Piazza Europa (che sicuramente sarà stata gremita anche ieri, ma non come “luogo ufficiale”!)… oh, lacrimuccia di vecchiaia trentatreenne!!!
Però…. Stamattina nei telegiornali: “Il Catania torna in A dopo 23 anni, quindi il Torino non viene promosso e va ai play-out…”… la VERA notizia è il fastidio che ha provocato la mancata promozione del Torino in A per colpa del Catania! Poi leggo che, proprio mentre a Catania ancora si festeggia, la Guardia di Finanza è andata a fare una “visitina” nella sede della squadra etnea… l’indagine parte dalla procura di… Torino…. Vabbè, riguarda il periodo “Gaucci”, ma intanto… chissà…
Ari-Vabbè, non è una mia frase abituale, ma almeno per oggi….. FORZA CATANIA!!!

Postato da: tremori a 21:26 | link | commenti (1) |
sicilia